Nel cuore del centro storico di Napoli, Sofia e Luigi gestiscono una piccola Locanda fondata su un principio semplice e radicale: cucinare senza mentire. Il loro è un luogo di appartenenza, dove il tempo rallenta e il cibo non è spettacolo, ma gesto quotidiano. Durante un trasloco riaffiora un vecchio quaderno di ricette, apparentemente incompleto, privo di dosi e tempi, fatto più di appunti che di istruzioni.
Seguendone le indicazioni, Sofia introduce nel menù preparazioni antiche che producono effetti inattesi: i piatti non solo nutrono, ma risvegliano ricordi, legami, presenze. La cucina diventa un atto di custodia. Nel sottosuolo della Locanda si cela infatti Parthenope, la dea-uccello che ha dato origine alla città e che non ha mai avuto una tomba. Una divinità viva, che sopravvive solo se nutrita di tradizione, verità e misura.
Il quaderno si rivela allora per ciò che è: un manuale rituale, un patto tramandato nei secoli, capace di proteggere o affamare la città a seconda delle mani che lo usano. Quando un potente amministratore, metafora dei poteri che vogliono una Napoli svuotata e silenziosa, tenta di impadronirsene per spegnere definitivamente Parthenope, Sofia e Luigi sono costretti a scegliere se restare custodi o farsi da parte.
Attraverso una scrittura che intreccia realismo e mito, Il quaderno delle ricette è una favola epica contemporanea sul potere del gesto quotidiano, sulla memoria come atto politico e sulla città come organismo vivente. Un romanzo in cui la cucina diventa linguaggio sacro e la resistenza passa dal nutrire, dal restare, dal tenere aperta una porta.
Seguendone le indicazioni, Sofia introduce nel menù preparazioni antiche che producono effetti inattesi: i piatti non solo nutrono, ma risvegliano ricordi, legami, presenze. La cucina diventa un atto di custodia. Nel sottosuolo della Locanda si cela infatti Parthenope, la dea-uccello che ha dato origine alla città e che non ha mai avuto una tomba. Una divinità viva, che sopravvive solo se nutrita di tradizione, verità e misura.
Il quaderno si rivela allora per ciò che è: un manuale rituale, un patto tramandato nei secoli, capace di proteggere o affamare la città a seconda delle mani che lo usano. Quando un potente amministratore, metafora dei poteri che vogliono una Napoli svuotata e silenziosa, tenta di impadronirsene per spegnere definitivamente Parthenope, Sofia e Luigi sono costretti a scegliere se restare custodi o farsi da parte.
Attraverso una scrittura che intreccia realismo e mito, Il quaderno delle ricette è una favola epica contemporanea sul potere del gesto quotidiano, sulla memoria come atto politico e sulla città come organismo vivente. Un romanzo in cui la cucina diventa linguaggio sacro e la resistenza passa dal nutrire, dal restare, dal tenere aperta una porta.

















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